Secondo Roberto Rossini il Decreto Ristori non aiuta il Terzo settore più fragile, quello più bisognoso di sostegni: “Nei settori esclusi si contano circa 157mila lavoratori e oltre 2 milioni di volontari. Dopo i mesi di lockdown, una nuova sospensione rischia di portare alla chiusura migliaia di attività, di perdere un prezioso capitale sociale fatto da milioni di volontari e migliaia di lavoratori. Spesso si tratta di lavoratori con contratti temporanei: se per i lavoratori sportivi è prevista una misura di ristoro, risultano scoperti i lavoratori delle altre attività, culturali e ricreative: sociali”.

Il Presidente nazionale delle ACLI dichiara, infine, a Vita: “Chiediamo al Governo di intervenire e riaprire i circoli con finalità sociali, soprattutto quelli con mescita. Chiediamo al Parlamento di intervenire in fase di conversione del decreto per ristorare anche le realtà senza partita Iva. Chiediamo a tutte le realtà territoriali di contattare i propri parlamentari per manifestare le buone ragioni. I modi per riparare ci sono e l’occasione è quella buona.”

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