A commento di un articolo apparso su Vita.it (vedi sotto) l’Associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII” membro della Rete “Per un Nuovo Welfare”: “E’ una grande vittoria della società civile” che con la cinquantesima ratifica possa entrare in vigore il bando alle armi nucleari approvato dall’ONU nel 2017. Come Comunità Papa Giovanni XXIII abbiamo manifestato in vari articoli apparsi su numerosi giornali la nostra ferma contrarietà alla presenza a Ghedi ed Aviano di circa 70 testate nucleari in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) firmato dall’Italia nel 1975. Siamo d’accordo con Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana Pace e Disarmo (di cui noi facciamo parte), che ha detto:<< Riteniamo che l’Italia dovrebbe liberarsi dalle pressioni ed indicazioni provenienti dalla Nato e dagli Usa che puntano a tenerla sotto l’ombrello nucleare. Il Trattato è una realtà e anche noi dovremo farci i conti. Sarebbe necessario un atto di coraggio da parte della politica tanto più che , nella scorsa legislatura, la maggior parte dei parlamentari degli attuali partiti di maggioranza hanno sostenuto il bando>>. L’auspicio della Comunità Papa Giovanni XXIII è che l’Italia, dopo aver persino disertato i lavori ONU che hanno portato alla messa al bando delle armi nucleari, possa ripensarci, firmare e ratificare il Trattato e conseguentemente vengano restituite al mittente le testate nucleari presenti sul suolo italiano. Sappiamo che facendo questo l’Italia contravverrebbe ai principi costitutivi dell’Alleanza atlantica ma pensiamo che, in un momento difficile come quello attuale, anche l’adesione alla NATO andrebbe quanto meno ripensata.

Il Trattato approvato dall’Onu nel 2017 con l’adesione dell’Honduras ha raggiunto ieri le 50 ratifiche ed entrerà in vigore fra 90 giorni, il 22 gennaio 2021. A 75 anni dal loro primo utilizzo, le armi nucleari diventano illegali. ICAN: «Cambierà molto anche gli Stati che non hanno aderito. Possiamo aspettarci che le aziende smettano di produrre armi nucleari»: leggi qui l’articolo di Vita.it

(foto di copertina: disarmo.org)