Società Cooperativa Sociale FILEF

Forzare l’aurora, fino a ritrovarsi.

“…e per questo la vostra attività nel Transvaal, che ci pare ai confini della terra, è l’opera più centrale, più importante fra tutte quelle che si svolgono attualmente nel mondo, e di essa saranno partecipi necessariamente non solo i popoli del mondo cristiano, ma quelli di tutto il mondo. Penso che vi farà piacere sapere che anche da noi in Russia quest’attività si sviluppa rapidamente nella forma del rifiuto del servizio militare, che si fa ogni anno più diffuso. Per quanto sia esiguo il numero dei vostri non-resistenti, come pure il numero dei nostri obiettori in Russia, quelli e questi possono dire con orgoglio: Dio è con noi” 

Lev Tolstoj a Gandhi, 1910

 

“Se il Samaritano fosse giunto un’ora prima sulla strada, forse l’aggressione non sarebbe stata consumata. Io penso che la <<misericordia>>, cioè la <<compassione del cuore>>, nel politico deve diventare anche <<compassione del cervello>>. E allora è necessario che egli ami prevedendo i bisogni futuri, pronosticando le urgenze di domani, intuendo i venti in arrivo, giocando d’anticipo sulle emergenze collettive, utilizzando il tempo, che ordinariamente spreca nel riparare i danni, a trovare il sistema per prevenirli. (…) Di qui l’assoluto bisogno che chi si assume l’impegno politico guardi lontano, al di là degli steccati strapaesani per additare in termini planetari i focolai da cui partono le ingiustizie, le guerre, le oppressioni, le violazioni dei diritti umani. Di qui, la capacità di discernimento e di conversione che deve caratterizzare l’uomo impegnato in politica. Discernimento dei segni dei tempi; intuizione delle grandi utopie che irrompono nell’oggi e diventano già carne e sangue; percezione della pace e frutto della giustizia. (…) Non scoraggiatevi. Anche se è buio intorno. Non tiratevi indietro, anche se avete la percezione di camminare nelle tenebre (…) è di notte che è meraviglioso attendere la luce. Bisogna forzare l’aurora a nascere, credendoci. Amici, forzate l’aurora. È l’unica violenza che vi è consentita”.

Don Tonino Bello, 1989

 

“Perché non organizzare almeno una parte del volontariato in corpo civile europeo di pace? Esistono oggi decine di migliaia di volontari della solidarietà con l’ex Jugoslavia, che in questi anni hanno accumulato conoscenze ed esperienza. Molti di loro sono frustrati dall’essere un po’ come la Croce Rossa che può solo assistere le vittime, senza fare nulla per fermare la guerra. Oggi c’è una forte domanda politica nel volontariato, molti non si accontentano della funzione di tampone che oggettivamente ricoprono. Perché non trasformare questa straordinaria esperienza in un “corpo europeo civile di pace”?” 

Alex Langer, 1995

 

A partire dagli insegnamenti dei grandi pensatori ed attivisti nonviolenti del ‘900, abbiamo deciso di non restare a guardare questo ennesimo, e pur sempre inedito, conflitto in Europa, abbiamo deciso di agire la nonviolenza, rischiare in prima persona, perdere un po’ o molto della nostra tranquillità e della nostra quotidianità, andare oltre la buona accoglienza dei profughi di guerra ed intervenire direttamente e fisicamente nel conflitto, affiancando la società civile ucraina in una resistenza nonviolenta e sostenendo la comunità politica europea nella ricerca di una pace possibile. Vogliamo evitare che a parlare di guerra siano solo le armi e gli eserciti, vogliamo provare a mettere al centro della nostra azione il “dialogo creativo”, la capacità di trasformare i contesti violentati con la presenza massiccia di civili. 

La nostra azione in Ucraina manifesta una precisa volontà della società civile europea: per la salvaguardia delle generazioni presenti e future, che correrebbero enormi rischi di sopravvivenza da una guerra endemica ed a rischio di escalation nucleare, siamo disposti a rischiare la nostra vita pur di forzare l’aurora ad uscire nuovamente, così da garantire una pace durevole, desiderata e mantenuta dalle parti oggi in conflitto.

La nostra vision
MEAN / EMNA è un progetto specifico di promozione della pace e di assistenza umanitaria in Ucraina, avviato in Italia dalla rete “Per un nuovo welfare” insieme ad altre 35 organizzazioni.  La nostra idea principale è quella di preservare il potere trasformativo della nonviolenza attiva all’interno dello scenario di conflitto, non solo teoricamente ma anche concretamente, attraverso una presenza fisica, visibile e perciò massiva della società civile europea in Ucraina, nella giornata dell’11 luglio 2022, memoria di san Benedetto Patrono di Europa e del massacro di Srebrenica del 1995, un genocidio di otto mila uomini e ragazzi, per lo più islamici, che l’Europa e l’ONU avrebbero potuto evitare. 

Siamo fermamente convinti che la resistenza armata può fermare o magari sconfiggere l’aggressione in atto, ma siamo altresì convinti che la forza militare non può cambiare il contesto da cui hanno origine le tante tensioni presenti in Ucraina, in Europa e nel mondo, mentre riteniamo che una massiccia presenza internazionale basata sull’azione nonviolenta può creare le condizioni per la moltiplicazione delle opzioni e per un futuro che escluda l’uso della guerra nella risoluzione dei conflitti tra Stati. 

Crediamo che organizzare la nonviolenza massiva degli europei significhi far avanzare una difesa europea del futuro, che non sia solo un esercito più potente di quello dei singoli stati, ma un’Europa federale preparata alla pacificazione tempestiva e competente.

 

La nostra mission e le nostre azioni
Dopo diversi incontri e colloqui anche con le associazioni della società civile ucraina, abbiamo fissato la data per una prima manifestazione nonviolenta in Ucraina, nella giornata dell’11 luglio.  

L’iniziativa sarà realizzata solo a condizione di raggiungere almeno 5.000 partecipanti, di cui alcuni andranno a Kiev ed a Leopoli ed altri in città limitrofe.  Il nostro scopo immediato è quello di fare appello innanzitutto ai leader europei affinché si mobilitino in modo deciso e creativo per attuare un immediato cessate il fuoco e per avviare incontri e negoziati, avendo in mente la costruzione di un sistema di coesistenza pacifica tra i popoli del mondo. La guerra in Ucraina deve diventare l’innesco per la creazione degli Stati Uniti d’Europa, con un proprio esercito difensivo e un vero e proprio corpo civile di pace. Siamo consapevoli che l’ingresso di una massa critica di civili in una zona di guerra può avere anche dannose conseguenze indesiderate. Pianificheremo la nostra azione tenendo presente questo aspetto e prestando la massima attenzione a non mettere in pericolo, direttamente o indirettamente, i civili ucraini e a non mettere a dura prova le loro limitate risorse. 

Allo stesso tempo, alcuni partecipanti hanno già stabilito e/o stanno stabilendo legami con associazioni e istituzioni locali per programmi di assistenza a lungo termine, in particolare per i gruppi più vulnerabili e per programmi PTSD – Stress Post Traumatico – per bambini e adulti. Sono in corso anche gemellaggi tra comuni, sia per aiutare le amministrazioni locali ad affrontare l’attuale emergenza, sia in vista della ricostruzione post-bellica.

Chiunque voglia portare la propria presenza in solidarietà con il popolo ucraino e allo stesso tempo rivendicare un’Europa che esca più unita e matura da questa esperienza disastrosa e catastrofica è invitato ad iscriversi nella piattaforma
www.projectmean.it

 

Adesione e selezione delle e degli attivisti nonviolenti 

  • Ogni volontario è responsabile della sua adesione ed è consapevole che aderendo al progetto MEAN può correre dei rischi personali e fisici che in alcun modo potranno essere fatti ricadere come responsabilità degli organizzatori del progetto;
  • Né il governo ucraino né quello italiano sono responsabili delle attività organizzate nell’ambito del progetto Mean a cui gli attivisti iscritti in piattaforma aderiscono gratuitamente e spontaneamente;
  • Non tutti coloro che si candidano al MEAN potranno effettivamente prendere parte all’attività in Ucraina. Al fine di velocizzare una selezione dei candidati idonei a poter sostenere lo stress e la tensione di un’azione nonviolenta in uno scenario di conflitto, le/gli attivisti dovranno indicare i nomi di due garanti che gli organizzatori del MEAN potranno contattare per avere rassicurazioni in merito al grado di consapevolezza del candidato ed all’idoneità psichica e fisica necessaria all’azione.

Periodo di tempo e Luoghi di Azione

  • Il progetto MEAN avrà avvio ufficiale l’11 luglio 2022 con una manifestazione massiva di migliaia di civili europei in diverse città ucraine, arrivando con treni prenotati dalla Polonia o da altre nazioni europee limitrofe. 
  • L’organizzazione della società civile ucraina denominata “Act for Ukraine”,  in collaborazione con il Comune di Kiev, si occuperà della logistica e dei pernottamenti del 10 e 11 luglio degli attivisti e delle autorizzazioni alla manifestazioni per almeno 10 città in Ucraina, in cui i nonviolenti europei, ucraini e, se presenti, alcuni membri della società civile russa dissidente con l’aggressione, manifesteranno insieme per chiedere la costruzione e la difesa della pace futura in modo nonviolento.
  • Ad oggi è probabile che l’appuntamento per tutti gli Europei sarà in Polonia, nelle stazioni ferroviarie di Varsavia o Cracovia, per poi proseguire in treno fino a Kiev ed in altre città indicate dai volontari ucraini, di concerto con il governo e le autorità locali.
  • Sarebbe auspicabile che i diversi gruppi regionali organizzino pullman per raggiungere insieme le stazioni ferroviarie, cogliendo l’occasione del viaggio per momenti di formazione e di socializzazione.

Il progetto MEAN durerà per tutto il tempo del conflitto ed almeno fino a sei anni dopo la conclusione dello stesso e potrà assumere diverse forme di attivismo nonviolento, comprese le forme delle forze di interposizione civile per favorire il dialogo pacifico e creativo tra i diversi gruppi nazionali, linguistici ed etnici che abiteranno le zone interessate dalla guerra o dai futuri negoziati.

Azioni preparatorie
Tutti gli attivisti, per poter prendere parte alle diverse azioni che man mano verranno proposte, sono obbligati a partecipare ai momenti formativi gratuiti offerti dagli organizzatori del progetto MEAN, sia zoom che eventualmente in presenza.

Prime Azioni Successive all’11 luglio
Il progetto MEAN ha avviato due interlocuzioni per due attività correlate alla manifestazione nonviolenta dell’11 luglio:

  1. Attività di gemellaggio tra comuni europei e comuni ucraini per il sostegno alla buona permanenza degli sfollati interni che non vogliano migrare per trovare riparo all’estero;
  2. Attività di Summer Camp in Europa per bambini e adolescenti nell’estate 2022 per ridurre il rischio di insorgenza di Disturbi post Traumatici da Stress

Campagna di Crowdfunding
Il progetto MEAN verrà sostenuto attraverso una specifica campagna di crowdfunding sulla piattaforma https://www.produzionidalbasso.com/project/marcia-di-pace-mean-in-ucraina/

Con i fondi raccolti grazie alla piattaforma vogliamo sostenere le spese di viaggio e di stampa del materiale grafico e comunicativo e sostenere le spese delle prime due azioni successive alla marcia, i gemellaggi ed i campi estivi, nonché le attività di evacuazione organizzate dalla società civile ucraina.

L’iban della campagna di crowdfunding è il seguente:
IT43M0501803400000017167636
Banca Popolare Etica, filiale di Napoli
intestato a:  Sale della Terra – progetto Mean

Sito Internet del progetto
www.projectmean.it 

Email
info@projectmean.it

                                                     Angelo Moretti
Spokesman

Scarica il Programma Operativo del Progetto MEAN