di Elisa Furnari e Stefania D’Angelo su Vita No Profit

I giovani di Spazio47 hanno messo insieme dialogo, arte e protagonismo perché la pace sia cosa di tutti. Protagonisti Anton, russo, Ludmilla, ucraina e la poesia di Gianni Rodari

Un nuovo tavolo di dialogo per la pace ha preso vita e forma grazie alle voci di Ludmila donna Ucraina in Italia da pochi giorni e Anton, giovane russo nel nostro Paese da quasi un anno.

Lo scenario è Catania, il popoloso quartiere di San Cristoforo dove tra mille viuzze, all’interno di un’ex fabbrica – bene recuperato e sottratto alla vandalizzazione – c’è un Centro Aggregativo che da meno di una settimana ospita 22 persone arrivate con un pullman dall’Ucraina.

L’occasione, un pomeriggio di festa in cui tanti artisti hanno accettato l’invito di “Spazio 47”, Hub di Prossimità della Fondazione Ebbene, a donare la propria arte “decorando” le pareti del Centro con murales e foto.

I protagonisti Ludmilla e Anton che hanno avviato il tavolo in strada, davanti all’ingresso del centro insieme ai bambini che lo animano, i volontari e operatori che lo vivono, le Istituzioni che lo supportano.

Anche stavolta la lettura come punto di partenza, ma l’Instant Book di Vita “Letture per la Pace” che ha già ispirato la vita del Centro nei giorni scorsi ha lasciato spazio ai versi brevi e semplici di Gianni Rodari con “La Pace”. Anton, o Ajai nella versione sanscrita che lui ama tanto, ha letto i versi della poesia in russo, Ludmilla in ucraino e Malak…bimba marocchina, ai suoi compagni di gioco li ha recitati in Italiano.

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare
preparare la tavola
a mezzogiorno

Ci sono cose da fare di notte:
chiuderegli occhi, dormire,
avere sogni da sognare
e orecchie per non sentire

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno nè di notte,
né per mare né per terra,
per esempio, la guerra.

La scelta di avviare un tavolo in una giornata dedicata all’arte, al protagonismo dei ragazzi che con il loro talento rigenerano spazi, di renderlo accessibile ai bambini che la guerra non dovrebbero nè conoscerla né viverla – racconta tutta la necessità di fare Tavoli di Dialogo per la Pace ovunque, di declinarli in modi vari, mai precostituiti, ma raccogliendo esempi di dialogo quotidiano come quelli che si vivono nella struttura di San Cristoforo.

Lì Russi e ucraini sono già comunità, come dovrebbero esserlo ovunque.

Una scelta, che i giovani promotori hanno compiuto pensando che quel posto che loro gestiscono deve essere sempre, senza soluzione di continuità, un tavolo di dialogo per la pace…tra uguali, tra diversi, tra tutti.

Ci siamo subito innamorati di questa campagna – ha detto Marco Barbarossa presidente di Spazio47 – e abbiamo pensato che raccogliesse tutto il significato di questo posto…e cioè un’occasione per integrare chi in qualche modo si sente escluso, stabilendo strade comuni, di pace, di lavoro condiviso. Le voci di Anton e Ludmilla sono state per noi un grande dono

Perchè il Tavolo possa essere “perenne” i giovani di Spazio47 hanno voluto affiggere una targhetta “stabile”, che accompagni il Polo Educativo di San Cristoforo gestito insieme a Ebbene e Fondazione Stella Polare, dove gli operatori di prossimità e i volontari possano essere “pacificatori”. I tavoli di dialogo per la pace sono per tutti e tutti possono costruirli. Al prossimo tavolo…alla prossima lettura. Per aderire e per attivarvi leggete qui